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esser'innamorata del ferro.
      Questa Degnità è una particella della I. che la
mente umana per la sua indiffinita natura, ove si rovesci
nell' ignoranza, essa fa sè regola dell'universo d'intorno
a tutto quello, che ignora.
      XXXIII. La Fisica degl'ignoranti è una volgar metafisica;
con la quale rendono le cagioni delle cose,
ch'ignorano, alla volontà di Dio, senza considerare i
mezzi, de' quali la volontà Divina si serve.
      XXXIV. Vera propietà di Natura umana è quella
avvertita da Tacito, ove disse, mobiles ad superstitionem
perculsae semel mentes
; ch'una volta che gli uomini
sono sorpresi da una spaventosa superstizione, a
quella richiamano tutto ciò, ch'essi immaginano, vedono,
ed anche fanno.
      XXXV. La Maraviglia è figliuola dell'Ignoranza;
e quanto l'effetto ammirato è più grande, tanto più a
proporzione cresce la maraviglia.
      XXXVI. La Fantasia tanto è più robusta, quanto
è più debole il raziocinio.
      XXXVII. Il più sublime lavoro della Poesia è, alle
cose insensate dare senso, e passione
; ed è propietà de'
fanciulli
di prender cose inanimate tra mani, e, trastullandosi,
favellarci, come se fussero quelle persone
vive.
      Questa Degnità filologico-filosofica ne appruova,
che gli uomini del Mondo fanciullo per natura furono sublimi
Poeti
.
      XXXVIII. E' un luogo d'oro di Lattantio Firmiano
quello, ove ragiona dell' Origini dell'Idolatria, dicendo:
Rudes initio homines Deos appellarunt sive ob
miraculum virtutis (hoc vero putabant rudes adhuc, et
simplices); sive, ut fieri solet, in admirationem praesentis
potentiae; sive ob beneficia, quibus erant ad humanitatem
compositi
.
Vico SN44 85