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      Sofia. È vero che so bene che queste son cose degne
d'esser decise da miei filosofi, e pienamente intese non da
me, che non le posso capire, eccetto che difficilmente in
comparazioni e similitudini, ma dalla Sofia celeste e da te;
ma da quel tuo raccontare son stata commossa a cotal
questione, prima che venire a discorrere circa gli mei particolari
interessi e dissegni. E certo mi parevi che senza
ogni proposito tu, giudiciosissimo nume, fussi entrato in
quello discorrer di cose cossí minime e basse.
      Mercurio. Non l' ho fatto con vanità, ma con grande
providenza, Sofia; perché ho giudicata necessaria questa
animadversione a te, per quel che conosco, che per le molte
affliczioni sei di tal maniera turbata, che facilmente l'affetto
ti vegna trasportato a voler non troppo piamente opinare
circa il governo de gli dei; il quale è giusto e sacrosanto
al fin finale, benché le cose appaiono, in quella maniera
che tu vedi, confusissime. Ho voluto dunque, prima che
trattasse altro, provocarti a cotal contemplazione, per
renderti sicura dal dubio che potessi aver, e forse molte
volte dimostri; perché, essendo tu terrena e discorsiva,
non puoi apertamente intendere l'importanza de la providenza
di Giove, e del studio di noi altri suoi collaterali.
Bruno Best 642