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      Mercurio. Sai, Sofia, se sei Sofia, che Giove fa tutto
senza occupazione, sollecitudine ed impacciamento, perché
a specie innumerabili ed infiniti individui provede donando
ordine, ed avendo donato ordine, non con certo ordine
successivo, ma subito subito ed insieme insieme; e non fa
le cose a modo de gli particolari efficienti, ad una ad una,
con molte azioni, e con quelle infinite viene ad atti infiniti;
ma tutto il passato, presente e futuro fa con un atto semplice
e singulare.
      Sofia. Io posso saper questo, o Mercurio, che non insieme
insieme raccontate e mettete in execuzione queste
cose, ed esse non sono in un suggetto semplice e singolare:
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e però l'efficiente deve essere proporzionato, o almeno con
l'operazione proporzionarsi a quelle.
      Mercurio. È vero quel che dici, e deve essere cossí, e
non può essere altrimente nello efficiente particolare, prossimo
e naturale; perché ivi, secondo la raggione e misura
dell'effettiva virtude particulare, séguita la misura e raggione
de l'atto particolare circa il particular suggetto;
ma nell'efficiente universale non è cossí, perché lui è proporzionato,
se si può dir cossí, a tutto l'effetto infinito che da
lui depende, secondo la raggione de tutti luoghi, tempi,
modi e suggetti, e non definitamente ad certi luoghi, suggetti,
tempi e modi.
Bruno Best 640-641