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      Teofilo. Bene giudicate. Però

è da credere, che, discostandosi
piú l'orizonte, sempre si disminuisca.
Ma con questa diminuzione
de l'orizonte notate che
ne si viene ad aggiongere la confusa
vista di quello che è oltre
il già compreso orizonte; come
si può mostrare nella presente
figura [fig. 1] dove l'orizonte
artificiale è 1-1, al quale risponde
l'arco del globo A A; l'orizonte
de la prima diminuzione
è 2-2, al quale risponde l'arco
del globo B B; l'orizonte de la
terza diminuzione è 3-3, al quale risponde l'arco C C;
l'orizonte de la quarta diminuzione è 4-4, al quale risponde
l'arco D D. E cossí oltre, attenuandosi l'orizonte,
sempre crescerà la comprensione de l'arco, insino alla
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linea emisferica ed oltre. Alla quale distanza, o circa
quale posti, vedreimo la terra con quelli medesmi accidenti
coi quali veggiamo la luna aver le parti lucide
ed oscure, secondo che la sua superficie è aquea e terrestre.
Tanto che, quanto piú se strenge l'angolo visuale, tanto la
base maggiore si comprende de l'arco emisferico, e tanto
ancora in minor quantità appare l'orizonte; il qual vogliamo
che tutta via perseveri a chiamarsi orizonte, benché, secondo
la consuetudine, abbia una sola propria significazione.
Allontanandoci dunque, cresce sempre la comprensione de
l'emisfero ed il lume; il quale, quanto piú il diametro si
disminuisce, tanto d'avantaggio si viene a riunire; di
sorte che, se noi fussemo piú discosti da la luna, le sue
macchie sarrebono sempre minori, sin alla vista d'un corpo
piccolo e lucido solamente.
Bruno Cena 95-96