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      Teofilo. Avete toccato quel punto nel quale è lodato
Paracelso, ch'ha trattata la filosofia medicinale, e biasimato
Galeno in quanto ha apportata la medicina filosofale,
per far una mistura fastidiosa e una tela tanto imbrogliata,
che al fine renda un poco exquisito medico e molto confuso
filosofo. Ma questo sia detto con qualche rispetto; perché non
ho avuto ocio per esaminare tutte le parti di quell'uomo.
      Gervasio. Di grazia, Teofilo, prima fatemi questo piacere
a me, che non sono tanto prattico in filosofia: dechiaratemi
che cosa intendete per questo nome materia, e che
cosa è quello che è materia nelle cose naturali.
      Teofilo. Tutti quelli che vogliono distinguere la materia
e considerarla da per sé, senza la forma, ricorreno alla similitudine
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de l'arte. Cossí fanno i pitagorici, cossí i platonici,
cossí i peripatetici. Vedete una specie di arte, come del
lignaiolo, la quale per tutte le sue forme e tutti suoi lavori
ha per soggetto il legno; come il ferraio il ferro, il sarto il
panno. Tutte queste arti in una propria materia fanno
diversi ritratti, ordini e figure, de le quali nessuna è propria
e naturale a quella. Cossí la natura, a cui è simile l'arte,
bisogna che de le sue operazioni abbia una materia; perché
non è possibile che sia agente alcuno che, se vuol far qualche
cosa, non abbia di che farla; o se vuol oprare, non abia
che oprare. È dunque una specie di soggetto, del qual, col
quale e nel quale la natura effettua la sua operazione,
il suo lavoro; e il quale è da lei formato di tante forme
che ne presentano a gli occhi della considerazione tanta
varietà di specie. E sí come il legno da sé non ha nessuna
forma artificiale, ma tutte può avere per operazione del
legnaiolo; cossí la materia, di cui parliamo, da per sé e in
sua natura non ha forma alcuna naturale, ma tutte le può
aver per operazione dell'agente attivo principio di natura.
Questa materia naturale non è cossí sensibile come la materia
artificiale, perché la materia della natura non ha forma
alcuna assolutamente; ma la materia dell'arte è una cosa
formata già della natura, poscia che l'arte non può oprare
se non nella superficie delle cose formate da la natura come
legno, ferro, pietra, lana e cose simili; ma la natura opra
dal centro, per dir cossí, del suo soggetto o materia, che è
al tutto informe. Però molti sono i soggetti de le arti, ed uno
è il soggetto della natura; perché quelli, per essere diversamente
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formati dalla natura, sono differenti e varii; questo,
per non essere alcunamente formato, è al tutto indifferente,
atteso che ogni differenza e diversità procede da la forma.
      Gervasio. Tanto che le cose formate della natura sono materia
de l'arte, e una cosa informe sola è materia della natura?
      Teofilo. Cossí è.
      Gervasio. È possibile che sí come vedemo e conoscemo
chiaramente gli soggetti de le arti, possiamo similmente
conoscere il soggetto de la natura?
      Teofilo. Assai bene, ma con diversi principii di cognizione;
perché sí come non col medesmo senso conoscemo
gli colori e gli suoni, cossí non con il medesmo occhio veggiamo
il soggetto de le arti e il soggetto della natura.
      Gervasio. Volete dire, che noi con gli occhi sensitivi
veggiamo quello, e con l'occhio della raggione questo.
      Teofilo. Bene.
      Gervasio. Or piacciavi formar questa raggione.
Bruno Causa 264-265-266