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La mole d'una
testa d'uomo a due miglia non si vede; quella molto piú
piccola de una lucerna, o altra cosa simile di fiamma, si
vedrà senza molta differenza (se pur con differenza) discosta
sessanta miglia; come da Otranto di Puglia si veggono al
spesso le candele d'Avellona, tra' quai paesi tramezza
gran tratto del mare Jonio. Ognuno, che ha senso e raggione,
sa che, se le lucerne fussero di lume piú perspicuo
a doppia proporzione, come ora son viste ne la distanza di
settanta miglia, senza variar grandezza, si vedrebbono ne
la distanza di cento quaranta miglia; a tripla di ducento
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e diece; a quatrupla di ducento ottanta, medesmamente
sempre giudicando ne l'altre addizioni di proporzioni e
gradi; perché piú presto da la qualità e intensa virtú de
la luce, che da la quantità del corpo acceso, suole mantenersi
la raggione del medesmo diametro e mole del corpo.
Volete dunque, o saggi optici ed accorti perspettivi che,
se io veggo un lume distante cento stadii, aver quattro
dita di diametro, sarà raggione che, distante cinquanta
stadii, debbia averne otto; a la distanza di vinticinque,
sedeci; di dodici e mezzo, trentadue; e cossí va discorrendo,
sin tanto che, vicinissimo, venghi ad essere di quella grandezza
che pensate?
Bruno Cena 92-93