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      Elpino. Volete dire, che non sono come impiastrati in
una medesima cupola: cosa indegna che gli fanciulli la
possono imaginare, che forse crederebono che, se non
fussero attaccati alla tribuna e lamina celeste con buona
colla, over inchiodati con tenacissimi chiodi, caderebono
sopra di noi non altrimente che gli grandini dell'aria
vicino. Volete dire che quelle altre tante terre ed altri tanti
spaciosissimi corpi tegnono le loro regioni e sue distanze
nell'etereo campo, non altrimente che questa terra che con
la sua rivoluzione fa apparir che tutti insieme, come concatenati,
si svolgano circa lei. Volete dire che non bisogna
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accettare corpo spirituale extra l'ottava o nona sfera, ma
che questo medesimo aere, come è circa la terra, la luna,
il sole, continente di quelli, cossí si va amplificando in infinito
alla continenza di altri infiniti astri e grandi animali; e
questo aere viene ad essere loco comune ed universale;
e che tiene infinito spacioso seno, non altrimente continente
in tutto l'universo infinito che in questo spacio sensibile
a noi per tante e sí numerose lampe. Volete che non
sia l'aria e questo corpo continente che si muova circularmente,
o che rapisca gli astri, come la terra e la luna ed
altri; ma che quelli si muovano dalla propria anima per
gli suoi spacii, avendono tutti que' proprii moti, che sono
oltre quel mondano, che per il moto della terra appare,
ed oltre altri, che appaiono comuni a tutti gli astri, come
attaccati ad un mobil corpo, i quali tutti hanno apparenza
per le diverse differenze di moto di questo astro in cui
siamo, e di cui il moto è insensibile a noi. Volete per consequenza,
che l'aria e le parti che si prendeno nell'eterea
regione, non hanno moto se non di restrizione ed amplificazione,
il quale bisogna che sia per il progresso di questi
solidi corpi per quello; mentre gli uni s'aggirano circa gli
altri, e mentre fa di mestiero che questo spiritual corpo
empia il tutto.
      Filoteo. Vero. Oltre dico, che questo infinito ed inmenso
è uno animale, benché non abia determinata figura e senso
che si referisca a cose esteriori: perché lui ha tutta l'anima
in sé, e tutto lo animato comprende, ed è tutto quello.
Oltre dico non seguitar inconveniente alcuno, come di doi
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infiniti; perché, il mondo essendo animato corpo, in esso
è infinita virtú motrice ed infinito soggetto di mobilità,
nel modo che abbiamo detto, discretamente: perché il
tutto continuo è immobile, tanto di moto circulare, il
quale è circa il mezzo, quanto di moto retto, che è dal
mezzo o al mezzo; essendo che non abbia mezzo né estremo.
Diciamo oltre, che moto di grave e leve non solo è conveniente
a l'infinito corpo; ma né manco a corpo intiero e
perfetto che sia in quello, né a parte di alcun di questi
la quale è nel suo loco e gode la sua natural disposizione.
E ritorno a dire che nulla è grave o lieve assoluta- ma rispettivamente:
dico al riguardo del loco, verso al quale le
parti diffuse e disperse si ritirano e congregano. E questo
baste aver considerato oggi, quanto a l'infinita mole de
l'universo; e domani vi aspettarò per quel che volete intendere
quanto a gl'infiniti mondi che sono in quello.
      Elpino. Io, benché per questa dottrina mi creda esser
fatto capace di quell'altra, tutta volta, per la speranza di
udir altre cose particolari e degne, ritornarò.
      Fracastorio. Ed io verrò ad esser auditore solamente.
      Burchio. Ed io; che come, a poco a poco, piú e piú mi
vo accostando all'intendervi, cossí a mano a mano vegno
a stimar verisimile, e forse vero, quel che dite.
Fine del secondo dialogo.

Bruno Inf 430-431-432