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      Ma certamente al Nolano poco se aggionge, che il Copernico,
Niceta Siracusano Pitagorico, Filolao, Eraclide di
Ponto, Ecfanto Pitagorico, Platone nel Timeo, benché
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timida- ed inconstantemente, perché l'avea piú per fede
che per scienza, ed il divino Cusano nel secondo suo libro
De la dotta ignoranza, ed altri in ogni modo rari soggetti
l'abbino detto, insegnato e confirmato prima: perché lui
lo tiene per altri proprii e piú saldi principii, per i quali,
non per autoritate ma per vivo senso e raggione, ha cossí
certo questo come ogni altra cosa che possa aver per certa.
      Smitho. Questo è bene. Ma, di grazia, che argumento è
quello, che apporta questo superliminario del Copernico,
perché gli pare ch' abbia piú che qualche verisimilitudine
(se pur non è vero), che la stella di Venere debba aver tanta
varietà di grandezza, quanta n'ha di distanza?
      Teofilo. Questo pazzo, il quale teme ed ha zelo che
alcuni impazzano con la dottrina del Copernico, non so se
ad un bisogno avrebe possuto portar piú inconvenienti di
quello, che per aver apportato con tanta solennità, stima
sufficiente a dimostrar, che pensar quello sii cosa da un
troppo ignorante d'optica e geometria. Vorrei sapere de
quale optica e geometria intende questa bestia, che mostra
pur troppo quanto sii ignorante de la vera optica e geometria
lui e quelli da' quali ave imparato. [>]
Bruno Cena 90-91