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Tali denno esser
stimate l'ipotesi di questo uomo, eccetto se fusse qualcuno
tanto ignorante de l'optica e geometria, che creda,
che la distanza di quaranta gradi e piú, la quale acquista
Venere discostandosi dal sole or da l'una or da l'altra parte,
sii caggionata dal movimento suo ne l'epiciclo. Il che se
fusse vero, chi è sí cieco, che non veda quel che ne seguirebbe
contra ogni esperienza: che il siametro de la stella
apparirebbe quattro volte, ed il corpo de la stella piú
di sedici volte piú grande quando è vicinissima, ne l'opposito
de l'auge, che quando è lontanissima, dove se dice essere
in auge?. Vi sono ancora de altre supposizioni non meno
inconvenienti che questa, quali non è necessario riferire.
- E conclude al fine: «Lasciamoci dunque prendere il tesoro
di queste supposizioni, solamente per la facilità mirabile
ed artificiosa del computo; perché, se alcuno queste
cose fente prenderà per vere, uscirrà piú stolto da questa
disciplina, che non v'è entrato».
      Or vedete, che bel portinaio! Considerate quanto bene
v'apra la porta per farvi entrar alla participazion di quella
onoratissima cognizione, senza la quale il saper computare
e misurare e geometrare e perspettivare non è altro che un
passatempo da pazzi ingeniosi. Considerate come fidelmente
serve al padron di casa.
Bruno Cena 89