— 257 —
      Gervasio. Alcun tempo io pensava che questa prattica
fusse il principale; perché un che non sa greco, può intender
tutto il senso d'Aristotele e conoscere molti errori in quello,
come apertamente si vede che questa idolatria, che versava
circa l'autorità di quel filosofo (quanto a le cose naturali
principalmente), è a fatto abolita appresso tutti che comprendeno
i sensi che apporta questa altra setta; ed uno
che non sa né di greco, né di arabico, e forse né di latino,
— 258 —
come il Paracelso, può aver meglio conosciuta la natura
di medicamenti e medicina che Galeno, Avicenna e tutti
che si fanno udir con la lingua romana. Le filosofie e leggi
non vanno in perdizione per penuria d'interpreti di paroli,
ma di que' che profondano ne' sentimenti.
      Poliinnio. Cossí dunque vieni a computar un par mio
nel numero della stolta moltitudine?
      Gervasio. Non vogliano gli Dei, perché so che con la
cognizione e studio de le lingue (il che è una cosa rara
e singulare) non sol voi, ma tutti vostri pari sete valorosissimi
circa il far giudicio delle dottrine, dopo aver crivellati
i sentimenti di color che ne si fanno in campo.
      Poliinnio. Perché voi dite il verissimo, facilmente posso
persuadermi che non lo dite senza raggione: per tanto,
come non vi è difficile, non vi fia grave di apportarla.
      Gervasio. Dirò (referendomi pur sempre alla censura de
la prudenza e letteratura vostra) è proverbio comune che
quei che son fuor del gioco, ne intendeno piú che quei che
— 259 —
vi son dentro; come que' che sono nel spettacolo, possono
meglio giudicar de li atti, che quelli personaggi che sono
in scena; e della musica può far meglior saggio un che
non è de la capella o del conserto; similmente appare nel
gioco de le carte, scacchi, scrima ed altri simili. Cossí voi
altri signor pedanti, per esser esclusi e fuor d'ogni atto di
scienza e filosofia, e per non aver, e giamai aver avuto
participazione con Aristotele, Platone e altri simili, possete
meglio giudicarli e condannar con la vostra sufficienza grammatticale
e presunzion del vostro naturale, che il Nolano
che si ritrova nel medesmo teatro, nella medesma familiarità
e domestichezza, tanto che facilmente le combatte
dopo aver conosciuti i loro interiori e piú profondi sentimenti.
Voi dico per esser extra ogni profession di galantuomini
e pelegrini ingegni, meglio le possete giudicare.
Bruno Causa 257-258-259