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Da la seconda proposta di Nundinio.

      Smitho. Che soggionse il dottor Nundinio?
      Teofilo. - Io dunque, disse in latino, voglio interpretarvi
quello che noi dicevamo: che è da credere, il Copernico
non esser stato d'opinione, che la terra si movesse,
perché questa è una cosa inconveniente ed impossibile;
ma che lui abbia attribuito il moto a quella, più tosto che
al cielo ottavo, per la comodità de le supputazioni. - Il
Nolano disse, che, se Copernico per questa causa sola
disse la terra moversi, e non ancora per quell'altra, lui ne
intese poco e non assai. Ma è certo, che il Copernico la
intese come la disse e con tutto suo sforzo la provò.
      Smitho. Che vuol dir, che costoro sí vanamente buttorno
quella sentenza su l'opinione di Copernico, se non la possono
raccogliere da qualche sua proposizione?
      Teofilo. Sappi che questo dire nacque dal dottor Torquato;
il quale di tutto il Copernico (benché posso credere
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che l'avesse tutto voltato) ne avea retenuto il nome de
l'autore, del libro, del stampatore, del loco ove fu impresso,
de l'anno, il numero de' quinterni e de le carte;
e per non essere ignorante in gramatica, avea intesa
certa Epistola superliminare attaccata non so da chi asino
ignorante e presuntuoso; il quale (come volesse iscusando
faurir l'autore, o pur a fine che anco in questo libro gli altri
asini, trovando ancora le sue lattuche e frutticelli, avessero
occasione di non partirsene a fatto deggiuni), in questo modo
le avvertisce, avanti che cominciano a leggere il libro e
considerar le sue sentenze.
Bruno Cena 87-88