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      Asino. Non procede oltre?
      Micco. Piú che fisico non può essere: perché delle cose
sopranaturali non si possono aver raggioni, eccetto in
quanto riluceno nelle cose naturali; percioché non accade
ad altro intelletto che al purgato e superiore di considerarle
in sé.
      Asino. Non si trova appo voi metafisica?
      Micco. No; e quello che gli altri vantano per metafisica,
non è altro che parte di logica. Ma lasciamo questo che non
fa al proposito. Tali, in conclusione, son le condizioni e
regole di nostra academia.
      Asino. Queste?
      Micco. Messer sí.
      Asino. O scola onorata, studio egregio, setta formosa,
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collegio venerando, gimnasio clarissimo, ludo invitto ed
academia tra le principali principalissima! L'asino errante,
come sitibondo cervio, a voi, come a limpidissime e freschissime
acqui; l'asino umile e supplicante, a voi, benignissimi
ricettatori de peregrini, s'appresenta, bramoso d'essere
nel consorzio vostro ascritto.
      Micco. Nel consorzio nostro anh?
      Asino. Sí, sí, signor sí, nel consorzio vostro.
      Micco. Va' per quell'altra porta, messere, perché da
questa son banditi gli asini.
      Asino. Dimmi, fratello, per qual porta entrasti tu?
      Micco. Può far il cielo che gli asini parlino, ma non
già che entrino in scola pitagorica.
      Asino. Non esser cossí fiero, o Micco, e ricordati ch'il
tuo Pitagora insegna di non spreggiar cosa che si trove
nel seno della natura. Benché io sono in forma d'asino al
presente, posso esser stato e posso esser appresso in forma
di grand'uomo; e benché tu sia un uomo, puoi esser stato
e potrai esser appresso un grand'asino, secondo che parrà
ispediente al dispensator de gli abiti e luoghi e disponitor
de l'anime transmigranti.
Bruno Cab 917-918