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      Prudenzio. Surdorum alii natura, alii physico accidente,
alii rationali voluntate.
      Teofilo
. Questo non v'imaginate de lui; perché, benché
sii appresso un anno, che ha pratticato in questo paese,
non intende piú che due o tre ordinariissime paroli; le
quali sa che sono salutazioni, ma non già particolarmente
quel che voglian dire: e di quelle, se lui ne volesse proferire
una, non potrebbe.
      Smitho. Che vol dire, ch' ha sí poco pensiero d'intendere
nostra lingua?
      Teofilo. Non è cosa che lo costringa o che l'inclini a
questo; perché coloro, che son onorati e gentiluomini,
co' li quali lui suol conversare, tutti san parlare o latino
o francese o spagnolo o italiano; i quali, sapendo che la
lingua inglesa non viene in uso se non dentro quest'isola,
se stimarebbono salvatici, non sapendo altra lingua che la
propria naturale.
      Smitho. Questo è vero per tutto, ch' è cosa indegna
non solo ad un ben nato inglese, ma ancora di qualsivoglia
altra generazione, non saper parlare piú che una lingua.
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Pure in Inghilterra, come son certo che anco in Italia e
Francia, son molti gentilomini di questa condizione, coi
quali chi non ha la lingua del paese, non può conversare
senza quella angoscia che sente un che si fa, ed a cui è
fatto interpretare.
      Teofilo. È vero che ancora son molti, che non son
gentilomini d'altro che di razza, i quali per piú loro, e
nostro espediente, è bene che non siano intesi, né visti
ancora.
Bruno Cena 86-87