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dialogo terzo

      Teofilo. Or il dottor Nundinio, dopo essersi posto in
punto de la persona, rimenato un poco la schena, poste le
due mani su la tavola, riguardatosi un poco circum circa,
accomodatosi alquanto la lingua in bocca, rasserenati gli
occhi al cielo, spiccato dai denti un delicato risetto e
sputato una volta, comincia in questo modo:
      Prudenzio. In haec verba, in hosce prorupit sensus.
Prima proposta di Nundinio.

      Teofilo. - Intelligis, domine, quae diximus? - E gli
dimanda, s'intendea la lingua inglesa. Il Nolano rispose
che no, e disse il vero.
      Frulla. Meglio per lui, perché intenderebbe piú cose
dispiacevoli e indegne, che contrarie a queste. Molto giova
esser sordo per necessità, dove la persona sarebbe sorda
per elezione. Ma facilmente mi persuaderei che lui la intenda;
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ma per non togliere tutte l'occasioni, che se gli porgeno
per la moltitudine de gli incivili rancontri, e per
posser meglio filosofare circa i costumi di quei che gli se
fanno innanzi, finga di non intendere.
Bruno Cena 85-86