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l'asino cillenico del nolano

interlocutori

L'Asino, Micco Pitagorico, Mercurio.

      L' Asino. Or perché derrò io abusar de l'alto, raro e
pelegrino tuo dono, o folgorante Giove? Perché tanto talento,
porgiutomi da te, che con sí particular occhio me
miraste ( indicante fato), sotto la nera e tenebrosa terra d'un
ingratissimo silenzio terrò sepolto? suffrirò piú a lungo
l'esser sollecitato a dire, per non far uscir da la mia bocca
quell'estraordinario ribombo, che la largità tua, in questo
confusissimo secolo, nell'interno mio spirito (perché si
producesse fuora) ha seminato? Aprisi aprisi, dunque, con
la chiave de l'occasione l'asinin palato, sciolgasi per l'industria
del supposito la lingua, raccolgansi per mano de
l'attenzione, drizzata dal braccio de l'intenzione, i frutti
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de gli arbori e fiori de l'erbe, che sono nel giardino de l'asinina
memoria.
      Micco. O portento insolito, o prodigio stupendo, o maraviglia
incredibile, o miracoloso successo! Avertano gli
dii qualche sciagura! Parla l'asino? l'asino parla? O Muse,
o Apolline, o Ercule, da cotal testa esceno voci articulate?
Taci, Micco, forse t'inganni; forse sotto questa pelle qualch'
uomo stassi mascherato, per burlarsi di noi.
Bruno Cab 914-915