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      Teofilo. Io non saprei rispondere al tuo dubio, Gervasio,
ma bene a quello di mastro Poliinnio. Pure dirò con una
similitudine, per satisfar alla dimanda di ambidoi, perché
voglio che voi ancora riportiate qualche frutto di nostri
raggionamenti e discorsi. Dovete dunque saper brevemente
che l'anima del mondo e la divinità non sono tutti presenti
per tutto e per ogni parte, in modo con cui qualche cosa
materiale possa esservi, perché questo è impossibile a qualsivoglia
corpo e qualsivoglia spirto; ma con un modo, il
quale non è facile a displicarvelo altrimente se non con
questo. Dovete avvertire che, se l'anima del mondo e forma
universale se dicono essere per tutto, non s'intende corporalmente
e dimensionalmente, perché tali non sono, e
cossí non possono essere in parte alcuna; ma sono tutti per
tutto spiritualmente. Come, per esempio, anco rozzo, potreste
imaginarvi una voce, la quale è tutta in tutta una
stanza e in ogni parte di quella, perché da per tutto se intende
tutta; come queste paroli ch'io dico, sono intese
tutte da tutti, anco se fussero mille presenti; e la mia voce,
si potesse giongere a tutto il mondo, sarebe tutta per tutto.
Dico dunque a voi, mastro Poliinnio, che l'anima non è
individua, come il punto; ma, in certo modo, come la voce.
E rispondo a te, Gervasio, che la divinità non è per tutto,
come il Dio di Grandazzo è in tutta la sua cappella; perché
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quello, benché sia in tutta la chiesa, non è però tutto in
tutta, ma ha il capo in una parte, li piedi iu un'altra, le
braccia e il busto in altre ed altre parti. Ma quella è tutta
in qualsivoglia parte, come la mia voce è udita tutta da
tutte le parti di questa sala.
      Poliinnio. Percepi optime.
      Gervasio. Io l'ho pur capita la vostra voce.
      Dicsono. Credo ben de la voce; ma del proposito penso
che vi è entrato per un'orecchia e uscito per l'altra.
      Gervasio. Io penso che non v'è né anco entrato, perché
è tardi, e l'orloggio che tegno dentro il stomaco, ha toccata
l'ora di cena.
      Poliinnio. Hoc est, idest, ave il cervello in patinis.
      Dicsono. Basta dunque. Domani conveneremo per raggionar
forse circa il principio materiale.
      Teofilo. O vi aspettarò o mi aspettarete qua.
Fine del secondo dialogo.

Bruno Causa 252-253