— 81 —
Questa fu l'ultima borasca; perché poco oltre,
per la grazia di San Fortunnio, dopo aver discorsi sí mal
triti sentieri, passati sí dubbiosi divertigli, varcati sí rapidi
fiumi, tralasciati sí arenosi lidi, superati sí limosi fanghi,
spaccati sí turbidi pantani, vestigate sí pietrose lave,
trascorse sí lubriche strade, intoppato in sí ruvidi sassi,
urtato in sí perigliosi scogli, gionsemo per grazia del cielo
vivi al porto, idest alla porta; la quale, subito toccata, ne
fu apperta. Entrammo, trovammo a basso de molti e diversi
personaggi, diversi e molti servitori i quali, senza
cessar, senza chinar la testa e senza segno alcun di riverenza,
mostrandone spreggiar co' la sua gesta, ne ferno
questo favore de monstrarne la porta. Andiamo dentro,
montamo su, trovamo che, dopo averci molto aspettato,
— 82 —
desperatamente s'erano posti a tavola a sedere. Dopo fatti
i saluti e i resaluti -
      Prudenzio. Vicissim.
      Teofilo
. - ed alcuni altri piccoli ceremoni (tra' quali
vi fu questo da ridere, che ad un de' nostri essendo presentato
l'ultimo loco, e lui pensando che là fusse il capo,
per umiltà voleva andar a seder dove sedeva il primo; e
qua si fu un picciol pezzo di tempo in contrasto tra quelli
che per cortesia lo voleano far sedere ultimo, e colui che
per umiltà volea seder il primo); in conclusione, messer
Florio seddé a viso a viso d'un cavalliero, che sedeva al
capo de la tavola; il signor Folco a destra de messer Florio;
io e il Nolano a sinistra de messer Florio; il dottor Torquato
a sinistra del Nolano; il dottor Nundinio a viso a viso del
Nolano. [>]
Bruno Cena 81-82