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forastiera, meritarono con verità la riprensione, ch'essi
stessi sognarono d'aver fatta il Sacerdote Egizio a Solone,
riferita da Crizia appresso Platone in uno degli Alcibiadi,
ch'i Greci fussero sempre fanciulli. Laonde assi a dire,
che per cotal boria i Greci a riguardo degli Sciti,
e degli Egizj, quanto essi guadagnarono di vana gloria,
tanto perderono di vero merito.
      Qq. Il qual'era giovinetto nel tempo, ch'era Erodoto
vecchio
, che gli poteva esser padre; e visse nel
tempo più luminoso di Grecia, che fu quello della
Guerra Peloponnesiaca, di cui fu contemporaneo, e perciò,
per iscrivere cose vere, ne scrisse la Storia: da
cui fu detto, ch'i Greci fin'al tempo di suo padre, ch'
era quello d'Erodoto, non seppero nulla dell'Antichità
loro propie
; che assi a stimare delle cose straniere, che
essi narrano, e quanto essi ne narrano, tanto noi sappiamo
dell'Antichità gentilesche barbare? che assi a
stimare fin'alle Guerre Cartaginesi delle cose antiche di
que' Romani
, che fin'a que' tempi non avevan ad altro
atteso, ch'all'agricoltura, ed al mestiero dell'armi;
quando Tucidide stabilisce questa verità de' suoi Greci,
che provennero tanto prestamente Filosofi? se non
forse vogliam dire, ch'essi Romani n'avesser'avuto un
particolar privilegio da Dio.
      Rr. Nel qual tempo da Atene si porta in Roma la
Legge delle XII. Tavole tanto incivile, rozza, inumana,
crudele
, e fiera, quanto ne' Principj del Diritto
Universale
sta dimostrata.
      Ss. Come osserva San Girolamo sopra Daniello: e dopo
che per l'utilità de' Commerzj avevano cominciato i Greci
sotto Psammetico a sapere le cose di Egitto; onde da quel
tempo Erodoto incomincia a scrivere cose più accertate
degli Egizj; da Senofonte la prima volta per la necessità
delle guerre
cominciaron'a saper'i Greci cose più accertate
de' Persiani; de' quali pure Aristotile portatovisi
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