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      Giongono un'altra raggione. Se avien che s'insegne,
o uno senz'arte insegna un altro senz'arte: e questo non
è possibile, perché non men l'uno che l'altro ha bisogno
di essere insegnato; o uno artista insegna un altro artista:
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e ciò verrebe ad essere una baia, perché né l'uno né l'altro
ha mestiero del mastro; o quello che non sa insegna colui
che sa: e questo verrebe ad essere come se un cieco volesse
guidare colui che vede. Se nessuno di questi modi è possibile,
rimarrà dunque che quel che sa, insegne colui che
non sa: e ciò è piú inconveniente che tutto quel che si può
imaginare in ciascuno de gli altri tre modi de fingere; perché
quello ch' è senz'arte, non può esser fatto artefice quando
non ha l'arte, atteso che accaderia che potesse esser artefice
quando non è artefice. (Oltre che costui è simile ad un nato
sordo e cieco, il qual mai può venire ad aver pensiero de
voci e di colori. Lascio quel che si dice nel Mennone
con l'essempio del servo fugitivo, il qual, fatto presente,
non può esser conosciuto che sia lui, se non era noto prima.
Onde vogliono per ugual e medesima raggione non posser
esser nova scienza o dottrina de specie conoscibili, ma una
ricordanza). Né tampoco può esser fatto artefice, quando
ha l'arte; perché allora non si può dir che si faccia o possa
essere fatto artefice, ma che sia artefice.
Bruno Cab 908-909