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      Sebasto. Con qual raggione dicono prima, non esser
cosa de cui fia dottrina o disciplina?
      Onorio. Con questa. Quella cosa, dicono, o devrà esser
vera o falsa. Se è falsa, non può essere insegnata, perché
del falso non può esser dottrina né disciplina: atteso che a
quel che non è, non può accader cosa alcuna, e perciò non
può accader anco d'essere insegnato. Se è vera, non può
pure piú che tanto essere insegnata: perché o è cosa la quale
equalmente appare a tutti, e cossí di lei non può esser
dottrina, e per consequenza non può esserne alcun dottore,
come né del bianco che sia bianco, del cavallo che sia cavallo,
de l'arbore che sia arbore; o è cosa, che altrimente
ed inequalmente ad altri ed altri appare, e cossí in sé non
può aver altro che opinabilità, e sopra lei non si può formar
altro che opinione. Oltre, s' è vero quel che deve essere
insegnato e notificato, bisogna che sia insegnato per qualche
causa o mezzo: la qual causa e mezzo o bisogna che sia
occolta o conosciuta. S'ella è occolta, non può notificar
altro. Se la è conosciuta è necessario che sia per causa o
mezzo; e cossí, oltre ed oltre procedendo, verremo ad
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accorgerci che non si gionge al principio de scienza, se
ogni scienza è per causa.
Bruno Cab 907-908