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      Dicsono. Conforme a questo mi par che dica il sapientissimo
stimato tra gli Ebrei Salomone: Quid est quod est?
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Ipsum quod fuit. Quid est quod fuit? Ipsum quod est. Nihil
sub sole novum.
- Sí che questa forma, che voi ponete,
non è inesistente e aderente a la materia secondo l'essere,
non depende dal corpo e da la materia a fine che subsista?
      Teofilo. Cossí è. E oltre ancora non determino se tutta
la forma è accompagnata da la materia, cossí come già
sicuramente dico de la materia non esser parte che a fatto
sia destituita da quella, eccetto compresa logicamente,
come da Aristotele, il quale mai si stanca di dividere con
la raggione quello che è indiviso secondo la natura e verità.
      Dicsono. Non volete che sia altra forma che questa
eterna compagna de la materia?
      Teofilo. E piú naturale ancora, che è la forma materiale,
della quale raggionaremo appresso. Per ora notate questa
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distinzione de la forma, che è una sorte di forma prima,
la quale informa, si estende e depende; e questa, perché
informa il tutto, è in tutto; e perché la si stende, comunica
la perfezione del tutto alle parti; e perché la dipende e non
ha operazione da per sé, viene a communicar la operazion
del tutto alle parti; similmente il nome e l'essere. Tale è la
forma materiale, come quella del fuoco; perché ogni parte
del fuoco scalda, si chiama fuoco, ed è fuoco. Secondo, è
un'altra sorte di forma, la quale informa e depende, ma
non si stende; e tale, perché fa perfetto e attua il tutto,
è nel tutto e in ogni parte di quello; perché non si stende,
avviene che l'atto del tutto non attribuisca a le parti;
perché depende, l'operazione del tutto comunica a le parti.
E tale è l'anima vegetativa e sensitiva, perché nulla parte
de l'animale è animale, e nulladimeno ciascuna parte vive
e sente. Terzo, è un'altra sorte di forma, la quale attua e
fa perfetto il tutto, ma non si stende, né depende quanto
a l'operazione. Questa perché attua e fa perfetto, è nel
tutto, e in tutto e in ogni parte; perché la non si stende,
la perfezione del tutto non attribuisce a le parti; perché
non depende, non comunica l'operazione. Tale è l'anima
per quanto può esercitar la potenza intellettiva, e si chiama
intellettiva; la quale non fa parte alcuna de l'uomo che si
possa nomar uomo, né sia uomo, né si possa dir che intenda.
Di queste tre specie la prima è materiale, che non si può
intendere, né può essere senza materia; l'altre due specie
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(le quali in fine concorreno a uno, secondo la sustanza ed
essere, e si distingueno secondo il modo che sopra abbiamo
detto) denominiamo quel principio formale, il quale è
distinto dal principio materiale.
      Dicsono. Intendo.
      Teofilo. Oltre di questo voglio che si avertisca che,
benché, parlando secondo il modo comune, diciamo che sono
cinque gradi de le forme: cioè di elemento, misto, vegetale,
sensitivo e intellettivo; non lo intendiamo però secondo
l'intenzion volgare; perché questa distinzione vale secondo
l'operazioni che appaiono e procedono dagli suggetti, non
secondo quella raggione de l'essere primario e fondamentale
di quella forma e vita spirituale, la quale medesma empie
il tutto, e non secondo il medesmo modo.
      Dicsono. Intendo. Tanto che questa forma, che voi
ponete per principio, è forma subsistente, constituisce
specie perfetta, è in proprio geno, e non è parte di specie,
come quella peripatetica.
      Teofilo. Cossí è.
Bruno Causa 246-247-248-249