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      Frattanto una sola volta egli si portò nella regia universitá
degli studi, e dal suo buon genio fu menato entro la scuola
di don Felice Aquadies, valoroso lettor primario di leggi, sul
punto che egli dava a' suoi discepoli tal giudizio di Ermanno
Vulteio: che questi fosse il migliore di quanti mai scrissero sulle
instituzioni civili; la qual parola, riposta dal Vico in memoria,
fu una delle principali cagioni di tutto il miglior ordine de' suoi
studi e di quello vi profittò. Perché, applicato poi dal padre
agli studi legali, tra per la vicinanza e molto piú per la celebritá
del lettore, fu mandato da don Francesco Verde - appo il quale
trattenutosi due soli mesi in lezioni tutte ripiene di casi della
pratica piú minuta dell'uno e dell'altro fòro e de' quali il giovanetto
non vedeva i princípi, siccome quello che dalla metafisica
aveva giá incominciato a formare la mente universale e ragionar
de' particolari per assiomi o sien massime, - disse al padre che
esso non voleva andarvi piú ad imparare, perché dal Verde
esso sentiva di nulla apprendere; e, facendo allora uso del
detto dell'Aquadies, il priegò che chiedesse in prestanza una
copia di Ermanno Vulteio ad un dottor di leggi per nome
Nicolò Maria Gianattasio, oscuro ne' tribunali ma assai dotto
di buona giurisprudenza, il quale con lunga e molta diligenza
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aveva raccolta una libreria di libri legali eruditi preziosissima,
perché sopra di tale auttore esso da sé studierebbe l'instituzioni
civili. Di che il padre, ingombro dalla volgar fama e
grande del lettor Verde, forte maravigliossi; ma, perché egli
era assai discreto, volle in ciò compiacere al figliuolo, ed al Nicolò
Maria gliele domandò, al quale il padre - mentre il figliuolo
il richiedeva del Vulteio, che era di assai difficile incetta in Napoli,
- siccome quello che era libraio, si ricordò avergliene tempo
indietro dato uno. Il Nicolò Maria volendo sapere dal figliuolo
medesimo la cagione della richiesta, questi dicendogliela - che
sulle lezioni del Verde esso non faceva altro che esercitar la
memoria, e l'intelletto penava di starvi a spasso, - al buon
uomo e savio di tai cose piacque tanto il giudizio o piú tosto
senso dritto non punto giovanile del giovanetto, che, facendo
perciò al padre certo presagio della buona riuscita del figliuolo,
non che imprestò, donògli non solo il Vulteio, ma anche l' Instituzioni
canoniche
di Errigo Canisio, perché questi a esso
Nicolò Maria sembrava il migliore che l'avesse scritte tra' canonisti.
E sí il ben detto dell'Aquadies e 'l ben fatto di Nicolò
Maria avviarono il Vico per le buone strade dell'una e dell'altra
ragione.
Vico Aut 6-7