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      Saulino. Che volete dir per questo?
      Sebasto. Questi poltroni per scampar la fatica di dar
raggioni delle cose, e per non accusar la loro inerzia, ed
invidia ch' hanno all'industria altrui, volendo parer megliori,
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e non bastandoli d'occultar la propria viltade, non
possendoli passar avanti né correre al pari né aver modo
di far qualche cosa del suo, per non pregiudicar alla lor
vana presunzione confessando l'imbecillità del proprio
ingegno, grossezza di senso e privazion d'intelletto, e per
far parer gli altri senza lume di giudicio della propria cecitade,
donano la colpa alla natura, alle cose che mal si
rapresentano, e non principalmente alla mala apprensione
de gli dogmatici; perché con questo modo di procedere
sarrebono stati costretti di porre in campo al paragone
la lor buona apprensione, la quale avesse parturito
meglior fede, dopo aver generato meglior concetto ne gli
animi de quel che si delettano delle contemplazioni de cose
naturali. Or dunque essi, volendo con minor fatica ed
intelletto, e manco rischio de perdere il credito, parer piú
savii che gli altri, dissero, gli efettici, che nulla si può determinare,
perché nulla si conosce: onde quelli che stimano
d'intendere e parlano assertivamente, delirano piú in grosso
che quei che non intendeno e non parlano. [>]

Bruno Cab 904-905