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      Teofilo - . Quelli de la prima cotta son i poveri e bisognosi
gentiluomini, li quali, per dissegno di robba o di favore,
se riducono sotto l'ali di maggiori; e questi per il piú non
son tolti da sua casa, e senza indignità seguitano i sui milordi,
son stimati e fauriti da quelli. Quelli de la seconda
cotta sono de' mercantuzzi falliti o arteggiani, o quelli che
senza profitto han studiato a leggere scrivere, o altra arte;
e questi son tolti o fuggiti da qualche scuola, fundaco o
bottega. Quelli de la terza cotta son que' poltroni, che,
per fuggir maggior fatica, han lasciato piú libero mestiero;
e questi o son poltroni acquatici, tolti da' battelli; o son
poltroni terrestri, tolti dagli aratri. Gli ultimi, de la quarta
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cotta, sono una mescuglia di desperati, di disgraziati da' lor
padroni, de fuorusciti da tempeste, de pelegrini, de disutili
ed inerti, di que' che non han piú comodità di rubbare,
di que' che frescamente son scampati di priggione,
di quelli che han disegno d'ingannar qualcuno, che le
viene a tôrre da là. E questi son tolti da le colonne de la
Borsa e da la porta di San Paolo. De simili, se ne vuoi
a Parigi, ne trovarai quanti ti piace a la porta del Palazzo;
in Napoli, a le grade di San Paolo; in Venezia, a Rialto;
in Roma, al Campo di Flora. [>]
Bruno Cena 74-75