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      Dicsono. Voi mi scuoprite qualche modo verisimile con
il quale si potrebe mantener l'opinion d'Anaxagora; che
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voleva ogni cosa essere in ogni cosa, perché, essendo il
spirto o anima o forma universale in tutte le cose, da tutto
si può produr tutto.
      Teofilo. Non dico verisimile, ma vero; perché quel spirto
si trova in tutte le cose, le quali, se non sono animali, sono
animate; se non sono secondo l'atto sensibili d'animalità
e vita, son però secondo il principio e certo atto primo
d'animalità e vita. E non dico di vantaggio, perché voglio
supersedere circa la proprietà di molti lapilli e gemme;
le quali, rotte e recise e poste in pezzi disordinati, hanno
certe virtú di alterar il spirto ed ingenerar novi affetti e
passioni ne l'anima, non solo nel corpo. E sappiamo noi che
tali effetti non procedeno, né possono provenire da qualità
puramente materiale, ma necessariamente si riferiscono a
principio simbolico vitale e animale; oltre che il medesmo
veggiamo sensibilmente ne' sterpi e radici smorte, che,
purgando e congregando gli umori, alterando gli spirti,
mostrano necessariamente effetti di vita. Lascio che non
senza caggione li necromantici sperano effettuar molte cose
per le ossa de' morti; e credeno che quelle ritegnano, se
non quel medesmo, un tale però e quale atto di vita, che
gli viene a proposito a effetti estraordinarii. Altre occasioni
mi faranno piú a lungo discorrere circa la mente,
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il spirto, l'anima, la vita che penetra tutto, è in tutto e
move tutta la materia; empie il gremio di quella, e la sopravanza
piú tosto che da quella è sopravanzata, atteso
che la sustanza spirituale dalla materiale non può essere
superata, ma piú tosto la viene a contenere.
Bruno Causa 242-243-244