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Terza parte del dialogo.

      Sebasto. Soprasediamo circa questo per ora, e venemo
a sentir il vostro parere circa la questione qual ieri fu mossa
tra me e Saulino qua presente; il quale referisce l'opinion
d'alcune sette le quali vogliono non esser scienza alcuna
appo noi.
      Saulino. Feci a certa bastanza aperto, che sotto l'eminenza
de la verità non abbiam noi cosa piú eminente che
l'ignoranza ed asinitade: perciò che questa è il mezzo
per cui la sofia si congionge e si domestica con essa; e non
è altra virtude che sia capace ad aver la stanza gionta
muro a muro con quella. Atteso che l'umano intelletto ha
qualch'accesso a la verità; il quale accesso se non è per la
scienza e cognizione, necessariamente bisogna che sia per
l'ignoranza ed asinità.
      Coribante. Nego sequelam.
      Saulino. La consequenza è manifesta da quel che nell'
intelletto razionale non è mezzo tra l'ignoranza e scienza;
perché bisogna che vi sia l'una de due, essendo doi oppositi
circa tal suggetto, come privazione ed abito.
      Coribante. Quid de assumptione, sive antecedente?
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      Saulino. Quella, come dissi, è messa avanti da tanti
famosissimi filosofi e teologi.
      Coribante. Debilissimo è l'argumento ab humana authoritate.
      Saulino. Cotali asserzioni non son senza demostrativi
discorsi.
Bruno Cab 901-902