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      Se dunque di festa degno ne ha parso quel giorno che
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ne partorí vittoria tale di quale il frutto in un momento
disparve, quanto piú festivo dev'essere questo di cui la
fruttuosa gloria sarà eviterna per gli secoli futuri? Sèguite,
dunque, d'essere festivo il giorno de la vittoria;
ma da quel che si diceva de la vittoria de giganti, dicasi
de la vittoria de gli Dei, perché in esso abbiamo vinti noi
medesimi. Instituiscasi oltre festivo il giorno presente nel
quale si ripurga il cielo, e questo sia piú sollenne a noi,
che abbia mai possuto essere a gli Egizii la trasmigrazione
del popolo leproso, ed a gli Ebrei il transito dalla Babilonica
cattivitade. Oggi il morbo, la peste, la lepra si
bandisce dal cielo a gli deserti; oggi vien rotta quella catena
di delitti e fracassato il ceppo de gli errori, che ne
ubligano al castigo eterno. [>]

Bruno Best 615-616