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      Sebasto. Non piú, di grazia, di questi propositi delli
quali siamo pur troppo informati; e torniamo al nostro
proposito.
      Coribante. Ita ita, sodes. Fatene intendere con qual
ordine e maniera avete repigliata la memoria la qual perdeste
nel supposito peripatetico ed altre ipostatiche sussistenze.
      Onorio. Credo aver detto a Sebasto, che quante volte
io migravo dal corpo, prima che m'investisse d'un altro,
ritornavo a quel mio vestigio dell'asinina idea (che per
l'onor e facultà de l'ali non ha piaciuto ad alcuni, che
tegnono tal animale in opprobrio, di chiamarlo asino, ma
cavallo Pegaseo): e da là, dopo avervi descritti gli atti e
le fortune ch'avevo passate, sempre fui destinato a ritornar
piú tosto uomo che altra cosa, per privilegio che mi
guadagnai per aver avuto astuzia e continenza quella volta
con non mandar giú per il gorgazuolo de l'umor de l'onde
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letee. Oltre, per la giurisdizione di quella piazza celeste,
è avvenuto che, partendo io da corpi, mai oltre ho preso
il camino verso il plutonio regno per riveder gli campi
Elisii, ma vêr l'illustre ed augusto imperio di Giove.
      Coribante. Alla stanza dell'aligero quadrupede.
Bruno Cab 899-900