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      Teofilo. La intendete. Or venemo al piú particolare.
Mi par che detraano alla divina bontà e all'eccellenza di
questo grande animale e simulacro del primo principio,
quelli che non vogliono intendere né affirmare il mondo
con gli suoi membri essere animato, come Dio avesse invidia
alla sua imagine, come l'architetto non amasse l'opra sua
singulare; di cui dice Platone, che si compiacque nell'opificio
suo, per la sua similitudine che remirò in quello.
E certo che cosa può piú bella di questo universo presentarsi
agli occhi della divinità? ed essendo che quello costa
di sue parti, a quali di esse si deve piú attribuire che al
principio formale? Lascio a meglio e piú particolar discorso
mille raggioni naturali oltre questa topicale o logica.
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      Dicsono. Non mi curo che vi sforziate in ciò, atteso
non è filosofo di qualche riputazione, anco tra' peripatetici,
che non voglia il mondo e le sue sfere essere in qualche
modo animate. Vorei ora intendere, con che modo volete da
questa forma venga ad insinuarsi alla materia de l'universo.
      Teofilo. Se gli gionge di maniera che la natura del corpo,
la quale secondo sé non è bella, per quanto è capace viene
a farsi partecipe di bellezza, atteso che non è bellezza se
non consiste in qualche specie o forma, non è forma alcuna
che non sia prodotta da l'anima.
Bruno Causa 238-239