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      Sebasto. La intese bene un certo mio amico; il quale,
avendo non so se un certo libro de profeta enigmatico o
d'altro, dopo avervisi su lambiccato alquanto dell'umor
del capo, con una grazia e bella leggiadria andò a gittarlo
nel cesso, dicendogli: - Fratello, tu non voi
esser inteso; io non ti voglio intendere
;
- e soggionse ch'andasse con cento diavoli,
e lo lasciasse star con fatti suoi in pace.
      Onorio. E quel ch' è degno di compassione e riso, è che
su questi editi libelli e trattati pecoreschi vedi dovenir
attonito Salvio, Ortensio melanconico, smagrito Serafino,
impallidito Cammaroto, invecchiato Ambruogio, impazzito
Gregorio, abstratto Reginaldo, gonfio Bonifacio;
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ed il molto reverendo Don Cocchiarone, pien d'infinita
e nobil maraviglia
, sen va per il largo
della sua sala, dove, rimosso dal rude ed ignobil volgo, se
la spasseggia; e rimenando or quinci, or quindi de la litteraria
sua toga le fimbrie, rimenando or questo, or quell'altro
piede, rigettando or vers'il destro, or vers'il sinistro
fianco il petto, con il texto commento sotto l'ascella,
e con gesto di voler buttar quel pulce, ch' ha tra le due
prime dita, in terra, con la rugata fronte cogitabondo, con
erte ciglia ed occhi arrotondati, in gesto d'un uomo fortemente
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maravigliato, conchiudendola con un grave ed
emfatico suspiro, farà pervenir a l'orecchio de circonstanti
questa sentenza: Huc usque alii philosophi non pervenerunt.
Se si trova in proposito di lezion di qualche libro composto
da qualche energumeno o inspiritato, dove non è
espresso e donde non si può premere piú sentimento che
possa ritrovarsi in un spirito cavallino, allora per mostrar
d'aver dato sul chiodo, exclamarà: - O magnum mysterium!
- Se per avventura si trovasse un libro de -
Bruno Cab 897-898-899