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      Onorio. Non è maraviglia, fratello; atteso che non può
in conto alcuno essere, che essi loro possano apprendere il
mio intelletto circa quelle cose nelle quali io non ebbi
intelletto: o che vagliano trovar construtto o argumento
circa quel ch'io vi voglia dire, se io medesimo non sapevo
quel che mi volesse dire. Qual differenza credete voi essere
tra costoro e quei che cercano le corna del gatto e gambe
de l'anguilla? Nulla certo. Della qual cosa precavendo
ch'altri non s'accorgesse, ed io con ciò venesse ad perdere
la riputazion di protosofosso, volsi far de maniera, che
chiunque mi studiasse nella natural filosofia (nella qual
fui e mi sentivi a fatto ignorantissimo), per inconveniente
o confusion che vi scorgesse, se non avea qualche
lume d'ingegno, dovesse pensare e credere ciò non essere
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la mia intenzion profonda, ma piú tosto quel tanto che lui,
secondo la sua capacità, posseva da gli miei sensi superficialmente
comprendere. Là onde feci che venesse publicata
quella Lettera ad Alexandro, dove
protestavo gli libri fisicali esser messi in luce, come non
messi in luce.
Bruno Cab 895-896