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      Prudenzio. Questo è un molto enfatico progresso, che
converrebe a una materia di piú grande importanza.
      Frulla. È lecito, ed è in potestà di principi, de essaltar
le cose basse; le quali, se essi farran tali, saran giudicate
degne, e veramente saran degne; e in questo gli atti loro
son piú illustri e notabili, che si aggrandissero i grandi,
perché non è cosa, che non credeno meritar per la sua
grandezza; overo che si mantenessero i superiori ne la sua
superiorità, perché diranno, quello convenirgli non per
grazia, cortesia e magnanimità di principe, ma per giusticia
e raggione. Cossí non essaltano per ordinario degni e virtuosi,
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perché gli pare che quelli non hanno occasione di
rendergli tante grazie, quante un aggrandito poltrone e
feccia di forfanti. Oltre, hanno questa prudenza, per far
conoscere che la fortuna, alla cui cieca maestà son obligati
molto, è superiore a la virtú. Se tal volta esaltano un uom
da bene ed onorato tra quelli, di rado li faran tener quel
grado, nel quale non se gli prepona un tale, che gli faccia
conoscere, quanto l'autorità vale sopra i meriti, e che i
meriti non vagliono, se non quanto quella permette e
dispensa. [>]
Bruno Cena 64-65