— 402 —
      Filoteo. Questa raggione è buona, ma non è a proposito
contra l'intenzione de gli aversarii. Perché giamai s'è
ritrovato sí rozzo e d'ingegno sí grosso, che abbia posto
il mondo infinito e magnitudine infinita, e quella mobile.
E mostra lui medesimo essersi dismenticato di quel che
riferisce nella sua Fisica:
che quei che hanno posto uno
ente ed uno principio infinito, hanno posto similmente
inmobile; e né lui ancora, né altro per lui, potrà nominar
mai alcun filosofo o pur uomo ordinario che abbia detto
magnitudine infinita mobile. Ma costui, come sofista,
prende una parte della sua argumentazione dalla conclusione
dell'aversario, supponendo il proprio principio, che
l'universo è mobile, anzi che si muove, e che è di figura
sferica. Or vedete, se de quante raggioni produce questo
mendico, se ne ritrove pur una che argumente contra
l'intenzione di quei, che dicono uno infinito, inmobile,
infigurato, spaciosissimo continente de innumerabili mobili,
che son gli mondi, che son chiamati astri da altri, e da
altri sfere; vedete un poco in questa ed altre raggioni, se
mena presuppositi conceduti da alcuno.
      Elpino. Certo, tutte le sei raggioni sono fondate sopra
quel presupposito, cioè che l'aversario dica, che l'universo
sia infinito, e che gli admetta, che quello infinito sia mobile:
il che certo è una sciocchezza, anzi una irrazionalità, se pur
— 403 —
per sorte non vogliamo far concorrere in uno l'infinito
moto e l'infinita quiete, come mi verificaste ieri in proposito
di mondi particolari.
      Filoteo. Questo non voglio dire in proposito de l'universo,
al quale, per raggion veruna, gli deve essere attribuito
il moto; perché questo non può, né deve convenire,
né richiedersi a l'infinito; e giamai, come è detto, si trovò
chi lo imaginasse. Ma questo filosofo, come quello che avea
caristia di terreno, edifica tai castelli in aria.
Bruno Inf 402-403