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Seconda parte del dialogo.

      Sebasto. Ma non vedete Saulino e Coribante che vegnono?
      Onorio. È ora che doveano esser venuti. Meglio il tardi
che mai, Saulino.
      Coribante. Si tardus adventus, citior expeditio.
      Sebasto. Col vostro tardare avete persi de bei propositi,
quali desidero che siano replicati da Onorio.
      Onorio. Non, di grazia, perché mi rincrescerebbe; ma
seguitiamo il nostro proposito, perché quanto a quello che
sarà bisogno de riportar oltre, ne raggionarremo privatamente
con essi a meglior comodità, perché ora non vorrei
interrompere il filo del mio riporto.
      Saulino. Sí, sí; cossí sia. Andate pur seguitando.
      Onorio. Or essendo io, come ho già detto, nella region
celeste in titolo di cavallo Pegaseo, mi è avvenuto per ordine
del fato, che per la conversione alle cose inferiori (causa
di certo affetto, ch'io indi venevo ad acquistare, la qual
molto bene vien descritta dal platonico Plotino ), come
inebriato di nettare, venea bandito ad esser or un filosofo,
or un poeta, or un pedante, lasciando la mia imagine in
cielo; alla cui sedia a tempi a tempi delle trasmigrazioni
ritornavo, riportandovi la memoria delle specie le quali
nell'abitazion corporale avevo acquistate; e quelle medesime,
come in una biblioteca, lasciavo là quando accadeva
ch'io dovesse ritornar a qualch'altra terrestre abitazione.
Bruno Cab 892