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Da l'altro canto
ne chiamavano le tante fatiche, travagli e disaggi, i quali
sarrebono stati spesi invano. Ma il vermine de la conscienza
diceva: se questo poco di camino n'ha costato tanto, che
non è vinticinque passi, che sarà di tanta strada che ne
resta? Mejor es perder que mas perder. Da là ne invitava
il desio comone, ch' aveamo, di non defraudar la espettazione
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di que' cavallieri e nobili personaggi; dall'altro canto
rispondeva il crudo rimorso, che quelli, non avendo avuto
cura, né pensiero di mandar cavallo o battello a gentiluomini
in questo tempo, ora ed occasione, non farebbono ancora
scrupolo del nostro non andare. Da là eravamo accusati
per poco cortesi al fine, o per uomini che van troppo
sul pontiglio, che misurano le cose dai meriti ed uffici, e
fan professione piú di ricever cortesia che di farne, e come
villani ed ignobili voler piú tosto esser vinti in quella che
vencere; da qua eravamo iscusati, ché dove è forza non è
raggione. Da là ne attraea il particolare interesse del Nolano,
ch' avea promesso, e che gli arrebono possuto attaccar
a dosso un non so che; oltre c'ha lui gran desio, che se gli
offra occasione di veder costumi, conoscere gl' ingegni,
accorgersi, si sia possibile, di qualche nova verità, confirmar
il buono abito de la cognizione, accorgersi di cosa che
gli manca. Da qua eramo ritardati dal tedio comone
e da non so che spirto, che diceva certe raggioni piú vere,
che degne a referire. A chi tocca determinar questa contradizione?
chi ha da trionfar di questo libero arbitrio?
a chi consentisce la raggione? che ha determinato il fato?
Ecco questo fato, per mezzo de la raggione, aprendo la
porta de l'intelletto, si fa dentro, e comanda a l'elezione,
che ispedisca il consentimento di continuar il viaggio.
O passi graviora, ne vien detto, o pusillanimi, o leggeri,
incostanti ed uomini di poco spirto....
Bruno Cena 61-62