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      Elpino. Cossí farò. Io referirò le sentenze d' Aristotele
per ordine, e voi direte circa quelle ciò che vi occorre.
«È da considerare», dice egli, «se si trova corpo infinito,
come alcuni antichi filosofi dicono, o pur questo sia una
cosa impossibile; ed appresso è da vedere se sia uno over
piú mondi. La risoluzion de le quali questioni è importantissima:
perché l'una e l'altra parte della contradizione
son di tanto momento, che son principio di due sorte di
filosofare molto diverso e contrario: come, per essempio,
veggiamo, che da quel primo error di coloro che hanno
poste le parti individue, hanno chiuso il camino di tal sorte,
che vegnono ad errare in gran parte della matematica.
Snodaremo dunque proposito di gran momento per le
passate, presenti e future difficultadi; perché, quantunque
poco di trasgressione che si fa nel principio, viene per diecemila
volte a farsi maggiore nel progresso; come, per similitudine,
nell'errore che si fa nel principio di qualche camino,
il quale tanto piú si va aumentando e crescendo, quanto
maggior progresso si fa allontanandosi dal principio, di
sorte che al fine si viene ad giongere a termine contrario a

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quello che era proposto. E la raggion di questo è, che gli
principii son piccioli in grandezza e grandissimi in efficacia.
Questa è la raggione della determinazione di questo dubio»
.
      Filoteo. Tutto lo che dice è necessarissimo, e non meno
degno di esser detto da gli altri che da lui; perché, sicome
lui crede, che da questo principio mal inteso gli aversarii
sono trascorsi in grandi errori, cossí, a l'apposito, noi credemo
e veggiamo aperto, che dal contrario di questo principio
lui ha pervertita tutta la considerazion naturale.
      Elpino. Soggionge: «Bisogna dunque, che veggiamo,
se è possibile, che sia corpo semplice di grandezza infinita;
il che primeramente deve esser mostrato impossibile in
quel primo corpo, che si muove circularmente; appresso,
negli altri corpi; perché, essendo ogni corpo o semplice o
composto, questo, che è composto, siegue la disposizion di
quello che è semplice. Se, dunque, gli corpi semplici non
sono infiniti né di numero né di grandezza, necessariamente
non potrà esser tale corpo composto»
.
      Filoteo. Promette molto bene; perché, se lui provarà,
che il corpo il quale è chiamato continente e primo, sia
continente, primo e finito, sarà anco soverchio e vano di
provarlo appresso di corpi contenuti.
      Elpino. Or prova che il corpo rotondo non è infinito.
«Se il corpo rotondo è infinito, le linee, che si partono dal
mezzo, saranno infinite, e la distanza d'un semidiametro
da l'altro (gli quali, quanto piú si discostano dal centro,
tanto maggior distanza acquistano) sarà infinita; perché
dalla addizione delle linee secondo la longitudine è necessario
che siegua maggior distanza; e però, se le linee sono

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infinite, la distanza ancora sarà infinita. Or è cosa impossibile,
che il mobile possa trascorrere distanza infinita:
e nel moto circolare è bisogno, che una linea semidiametrale
del mobile venga al luogo dell'altro ed altro semidiametro»
.
Bruno Inf 400-401-402