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      Teofilo - . In conclusione, tandem laeta arva tenemus:
ne parve essere ai campi Elisii, essendo arrivati a la grande
ed ordinaria strada; e quivi da la forma del sito, considerando
dove ne avesse condotti quel maladetto divertiglio,
ecco che ne ritrovammo poco piú o meno di vintidui passi
discosti da onde eravamo partiti per ritrovar gli barcaroli,
e vicino a la stanza del Nolano. O varie dialettiche, o nodosi
dubii, o importuni sofismi, o cavillose capzioni, o scuri
enigmi, o intricati laberinti, o indiavolate sfinge, risolvetevi,
o fatevi risolvere.
In questo bivio, in questo dubbio passo,
Che debbo far, che debbo dir, ahi, lasso?

Da qua ne richiamava il nostro allogiamento; perché ne
avea sí fattamente imbottati maestro Buazzo e maestro
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Pantano, ch' a pena posseamo movere le gambe. Oltre, la
regola de la odomantia e l'ordinario de gli augurii importunamente
ne consegliavano a non seguitar quel viaggio.
Li astri, per esserno tutti ricoperti sotto l'oscuro e tenebroso
manto, e lasciandoci l'aria caliginoso, ne forzavano al
ritorno. Il tempo ne dissuadeva l'andar sí lungi avante, ed
essortava a tornar quel pochettino a dietro. Il loco vicino
applaudeva benignamente. L'occasione, la quale con una
mano ci avea risospinti sin qua, adesso con dui piú forti
pulsi facea il maggior empito del mondo. La stanchezza
alfine, non meno ch' una pietra da l'intrinseco principio
e natura è mossa verso il centro, ne mostrava il medesmo
camino e ne fea inchinar verso la destra. [>]
Bruno Cena 60-61