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      De l'Altare, dunque, Capricorno, Vergine ed Asini
(benché prendo a dispiacere ch'ad alcuni di questi non
essendo lor trattati secondo la dignità, in loco di essere
fatto onore, forse gli è stato fatta ingiuria) or al presente
non voglio definir cosa alcuna; ma torno a gli altri suppositi,
che vanno per la medesima bilancia con gli sopradetti.
      Non volete voi che murmurino gli altri fiumi, che sono
in terra, per il torto che gli vien fatto? Atteso che, qual
raggion vuole che piú tosto l' Eridano deve aver le sue
trenta e quattro lucciole, che si veggono citra ed oltre il
tropico di Capricorno, piú tosto che tanti altri non meno
degni e grandi, ed altri piú degni e maggiori? Pensate che
basta dire che le sorelle di Fetone v'abbiano la stanza?
O forse volete che vegna celebrato, perché ivi per mia mano
cadde il fulminato figlio d' Apollo, per aver il padre abusato
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del suo ufficio, grado ed autoritade? Perché il cavallo
di Bellerofonte è montato ad investirsi de vinti stelle in
cielo, essendo che sta sepolto in terra il suo cavalcatore?
A che proposito quella saetta, che per il splendor di cinque
stelle, che tiene inchiodate, luce prossima a l'Aquila e
Delfino? Certo, che se gli fa gran torto che non stia vicina
al Sagittario a fin che se ne possa servire, quando arrà
tirato quella che tiene in punta; o pur non appaia in parte
dove possa rendere qualche raggion di sé. Appresso bramo
intendere, tra il spoglio del Leone e la testa di quel bianco
e dolce Cigno, che fa quella lira fatta di corna di bue in
forma di testugine? Vorrei sapere, se la vi dimore per onor
de la testugine, o de le corna, o de la lira, o pur perché
ognun veda la mastria di Mercurio che l'ha fatta, per testimonio
de la sua dissoluta e vana iattanzia?
Bruno Best 603-604