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      Sebasto. Questo dicono li dotti non esser per intelletto
o per discorso, ma per istinto naturale.
      Onorio. Fatevi dire da cotesti dotti: cotal instinto
naturale è senso o intelletto? Se è senso, è interno o esterno?
Or non essendo esterno, come è manifesto, dicano secondo
qual senso interno hanno le providenze, tecne, arti, precauzioni
ed ispedizioni circa l'occasioni non solamente presenti,
ma ancora future, megliormente che l'uomo.
      Sebasto. Son mossi da l'intelligenza non errante.
      Onorio. Questa, se è principio naturale e prossimo applicabile
all'operazione prossima ed individuale, non può
essere universale ed estrinseco, ma particolare ed intrinseco,
e per consequenza potenza dell'anima e presidente
nella poppa di quella.
      Sebasto. Non volete dunque che sia l'intelligenza universale
che muove?
— 889 —
      Onorio. Dico che la intelligenza efficiente universale è
una de tutti; e quella muove e fa intendere; ma, oltre, in
tutti è l'intelligenza particulare, in cui son mossi, illuminati
ed intendono; e questa è moltiplicata secondo il numero
de gli individui. Come la potenza visiva è moltiplicata
secondo il numero de gli occhi, mossa ed illuminata
generalmente da un fuoco, da un lume, da un sole: cossí
la potenza intellettiva è moltiplicata secondo il numero de
suggetti partecipi d'anima, alli quali tutti sopra splende
un sole intellettuale. Cossí dunque sopra tutti gli animali
è un senso agente, cioè quello che fa sentir tutti, e per cui
tutti son sensitivi in atto; ed uno intelletto agente, cioè
quello che fa intender tutti, e per cui tutti sono intellettivi
in atto; ed appresso son tanti sensi e tanti particolari
intelletti passivi o possibili, quanti son suggetti: e sono
secondo tanti specifici e numerali gradi di complessioni,
quante sono le specifice e numerali figure e complessioni
di corpo.
Bruno Cab 888-889