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      Teofilo. In conclusione, ne gittarono là; e dopo pagategli
e resegli le grazie (perché in questo loco non si può
far altro, quando se riceve un torto da simil canaglia),
ne mostrorno il diritto camino per uscire a la strada. Or
qua te voglio, dolce Mafelina, che sei la musa di Merlin
Cocaio. Questo era un camino, che cominciò da una buazza,
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la quale né per ordinario, né per fortuna, avea divertiglio.
Il Nolano, il quale ha studiato ed ha pratticato ne le scuole
piú che noi, disse: - Mi par veder un porco passaggio;
però seguitate a me. - Ed ecco, non avea finito quel
dire, che vien piantato lui in quella fanga di sorte, che
non possea ritrarne fuora le gambe; e cossí, aggiutando l'un
l'altro, vi dammo per mezzo, sperando che questo purgatorio
durasse poco. Ma ecco che, per sorte iniqua e dura,
lui e noi ne ritrovammo ingolfati dentro un limoso
varco, il qual, come fusse l'orto de la gelosia, o il
giardin de le delizie, era terminato quinci e quindi da
buone muraglia; e perché non era luce alcuna che ne guidasse,
non sapeamo far differenza dal camino ch' aveam
fatto e quello che doveam fare, sperando ad ogni passo il
fine: sempre spaccando il liquido limo, penetravamo sin
alla misura delle ginocchia verso il profondo e tenebroso
Averno. [>]
Bruno Cena 57-58