— 600 —
      Gli Pesci, benché meritino qualche mercede per aver
dal fiume Eufrate cacciato quell'ovo, che, covato da la
colomba, ischiuse la misericordia de la dea di Pafo, tutta
volta paionvi soggetti d'ottenir l'ornamento di trentaquattro
stelle, senza altre quattro circostanti, ed abitare
fuor de l'acqui nella region piú nobile del cielo? Che fa
Orione, tutto armato a scrimir solo, con le spalancate
braccia, impiastrato di trent'otto stelle, ne la latitudine
australe verso il Tauro? vi sta per semplice capriccio di
Nettuno, a cui non ha bastato di privilegiarlo su l'acqui,
— 601 —
dove ha il suo legitimo imperio; ma oltre, fuor del suo
patrimonio, si vuol con sí poco proposito prevalere. La
Lepre, il Cane e la Cagnolina sapete ch' hanno quarantatré
stelle ne la parte meridionale, non per altro, che per due o
tre frascarie non minori che quella, che vi fa essere appresso
la Idra, la Tassa ed il Corvo, che ottegnono quarant'ed una
stella, per memoria di quel, che mandâro una volta gli
dei il Corvo a prender l'acqua da bere; il qual per il camino
vedde un fico, ch'avea le fiche o gli fichi (perché l'uno e
l'altro geno è approvato da grammatici, dite come vi
piace): per gola quell'ucello aspettò che fussero maturi,
de quali al fine essendosi pasciuto, si ricordò de l'acqua;
andò per empir la lancella, veddevi il dragone, abbe paura,
e ritornò con la giarra vota agli dei. Li quali, per far
chiaro quanto hanno ben impiegato l'ingegno ed il pensiero,
hanno descritta in cielo questa istoria di sí gentile
ed accomodato servitore. Vedete quanto bene abbiamo
speso il tempo, l'inchiostro e la carta. La Corona austrina,
che sotto l'arco e piedi di Sagittario si vede ornata di tredeci
topacii lucenti, chi l' ha predestinata ad essere eternamente
— 602 —
senza testa? Che bel vedere volete voi che sia di
quel pesce Nozio, sotto gli piedi d'Aquario e Capricorno,
distinto in dodici lumi, con sei altri che gli sono in circa?
De l'Altare, o turribulo o fano o sacrario, come vogliam dire,
io non parlo; perché giamai li convenne cossí bene d'essere
in cielo, se non ora, che quasi non ha dove essere in terra;
ora vi sta bene, come una reliquia, o pur come una tavola
della sommersa nave de la religion e colto di noi.
Bruno Best 600-601-602