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luogo d'oro si narra questo, novarum religionum avida;
tra per la pregiudicata oppenione della loro sformata
Antichità, la quale vanamente vantavano sopra tutte
l'altre Nazioni del Mondo, e quindi d'aver signoreggiato
anticamente ad una gran parte del Mondo; e perchè
non sapevano la guisa, come tra' Gentili, senza
ch'i popoli sapessero nulla gli uni degli altri, divisamente
nacquero idee uniformi degli Dei, e degli Eroi,
lo che dentro appieno sarà dimostro; tutte le false Divinitadi,
ch'essi dalle Nazioni, che vi concorrevano
per gli marittimi traffichi, udivano essere sparse per lo
resto del Mondo, credettero esser' uscite dal lor'Egitto;
e che 'l loro Giove Ammone fusse lo più antico di tutti;
de' quali ogni Nazione Gentile n'ebbe uno: e che gli
Ercoli di tutte l'altre Nazioni, de' quali Varrone giunse
a noverare quaranta, avessero preso il nome dal lor Ercole
Egizio
, come l'uno, e l'altro ci vien narrato da
Tacito. E con tutto ciò, che Diodoro Sicolo, il quale
visse a' tempi d'Augusto, gli adorni di troppo vantaggiosi
giudizj; non dà agli Egizj maggior' antichità,
che di due mila anni
; e i di lui giudizj sono rovesciati da
Giacomo Cappello nella sua Storia sagra, ed Egiziaca; che
gli stima tali, quali Senofonte aveva innanzi attaccati a
Ciro, e (noi aggiugniamo) Platone sovente finge de'
Persiani. Tutto ciò finalmente d'intorno alla vanità dell'
altissima Antica Sapienza Egiziaca si conferma con l'Impostura
del Pimandro
smaltito per Dottrina Ermetica; il
quale si scuopre dal Casaubuono non contenere dottrina
più antica di quella de' Platonici, spiegata con la medesima
frase, nel rimanente giudicata dal Salmasio per una
disordinata, e mal composta Raccolta di cose.
      Fece agli Egizj la falsa oppenione di cotanta lor'
Antichità questa propietà della Mente umana d'esser' indiffinita;
per la quale delle cose, che non sà, ella sovente
crede sformatamente più di quello, che son'in
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