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      Sebasto. Di grazia, rispondetemi alquanto, prima che
mi facciate intendere queste cose piú per il minuto. Dunque,
per esperienza e memoria del fatto estimate vera l'opinion
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de' Pitagorici, Druidi, Saduchimi ed altri simili, circa
quella continua metamfisicosi, cioè transformazione e
transcorporazione de tutte l'anime?
Spiritus eque feris humana in corpora transit,
Inque feras noster, nec tempore deperit ullo.

      Onorio. Messer sí, cossí è certissimamente.
      Sebasto. Dunque, constantemente vuoi che non sia altro
in sustanza l'anima de l'uomo e quella de le bestie? e non
differiscano se non in figurazione?
      Onorio. Quella de l'uomo è medesima in essenza specifica
e generica con quella de le mosche, ostreche marine
e piante, e di qualsivoglia cosa che si trove animata o
abbia anima: come non è corpo che non abbia o piú o meno
vivace- e perfettamente communicazion di spirito in se
stesso. Or cotal spirito, secondo il fato o providenza, ordine
o fortuna, viene a giongersi or ad una specie di corpo, or
ad un'altra; e secondo la raggione della diversità di complessioni
e membri, viene ad avere diversi gradi e perfezioni
d'ingegno ed operazioni. Là onde quel spirito o
anima che era nell'aragna, e vi avea quell'industria e quelli
artigli e membra in tal numero, quantità e forma; medesimo,
gionto alla prolificazione umana, acquista altra intelligenza,
altri instrumenti, attitudini ed atti. [>]

Bruno Cab 884-885