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      Allora, scampando io da' fortunati campi, senza sorbir
de l'onde del rapido Lete, tra quella moltitudine di cui era
principal guida Mercurio, io feci finta de bevere di quell'
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umore in compagnia de gli altri: ma non feci altro ch'accostarvi
e toccarvi con le labbra, a fin che venessero ingannati
gli soprastanti a' quali poté bastare di vedermi
la bocca e 'l mento bagnato. Presi il camino verso l'aria
piú puro per la porta Cornea, e lasciandomi a le spalli
e sotto gli piedi il profondo, venni a ritrovarmi nel Parnasio
monte, il qual non è favola che per il suo fonte Caballino
sia cosa dal padre Apolline consecrata alle Muse sue figlie.
Ivi per forza ed ordine del fato tornai ad essere asino, ma
senza perdere le specie intelligibili, delle quali non rimase
vedovo e casso il spirito animale, per forza della cui virtude
m'uscirno da l'uno e l'altro lato la forma e sustanza de due
ali sufficientissime ad inalzar in sino a gli astri il mio corporeo
pondo. Apparvi e fui nomato non asino già semplicemente,
ma o asino volante, o ver cavallo Pegaseo. Indi
fui fatto exequitor de molti ordini del provido Giove, servii
a Bellerofonte, passai molte celebri ed onoratissime fortune,
ed alla fine fui assumpto in cielo circa gli confini d'Andromeda
ed il Cigno d'un canto, e gli Pesci ed Aquario da
l'altro.
Bruno Cab 883-884