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      Teofilo. La sera al tardi, gionto a casa, ritrova avanti
la porta messer Florio e maestro Guin, i quali s'erano
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molto travagliati in cercarlo, e, quando il veddero venire:
- O, di grazia, dissero, presto, senza dimora andiamo,
ché vi aspettano tanti cavallieri, gentilomini e dottori,
e tra gli altri ve n'è un di quelli ch' hanno a disputare, il
quale è di vostro cognome. - Noi dunque, disse il Nolano,
non ne potremo far male. Sin adesso una cosa m'è
venuta in fallo, ch' io sperava di far questo negocio a lume
di sole, e veggio che si disputarà a lume di candela. -
Iscusò maestro Guin per alcuni cavallieri, che desideravano
esser presenti: non han possuto essere al desinare, e son
venuti a la cena. - Orsú, disse il Nolano, andiamo e preghiamo
Dio, che ne faccia accompagnare in questa sera
oscura, a sí lungo camino, per sí poco sicure strade.
Bruno Cena 52-53