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Cossí li nostri divi asini, privi del
proprio sentimento ed affetto, vegnono ad intendere non
altrimente che come gli vien soffiato a l'orecchie dalle
revelazioni o de gli dei o de' vicarii loro; e per consequenza
a governarsi non secondo altra legge che di que' medesimi.
Quindi non si volgono a destra o a sinistra, se non secondo
la lezione e raggione che gli dona il capestro o freno che le
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tien per la gola o per la bocca, non caminano se non come
son toccati. Hanno ingrossate le labbra, insolidate le mascelle,
incotennuti gli denti, a fin che, per duro, spinoso,
aspro e forte a digerir che sia il pasto che gli vien posto
avante, non manche d'essere accomodato al suo palato.
Indi si pascono de piú grossi e materialacci appositorii,
che altra qualsivoglia bestia che si pasca sul dorso de la
terra; e tutto ciò per venire a quella vilissima bassezza,
per cui fiano capaci de piú magnifica exaltazione, iuxta
quello: Omnis qui se humiliat exaltabitur.
      Sebasto. Ma vorrei intendere come questa bestiaccia
potrà distinguere che colui che gli monta sopra, è Dio o
diavolo, è un uomo o un'altra bestia non molto maggiore
o minore, se la piú certa cosa ch'egli deve avere, è che lui
è un asino e vuole essere asino, e non può far meglior vita
ed aver costumi megliori che di asino, e non deve aspettar
meglior fine che di asino, né è possibile, congruo e condigno
ch'abbia altra gloria che d'asino?
Bruno Cab 878-879