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      Teofilo. Bene, ma in fine è piú sicuro cercar il vero e
conveniente fuor de la moltitudine, perché questa mai
apportò cosa preziosa e degna, e sempre tra pochi si trovorno
le cose di perfezione e preggio. Le quali, se fusser
sole ad esser rare ed appresso rari, ognuno, benché non
le sapesse ritrovare, almeno le potrebbe conoscere; e cossí
non sarebbono tanto preziose per via di cognizione, ma
di possessione solamente.
      Smitho. Lasciamo dunque questi discorsi, e stiamo un
poco ad udire ed osservare i pensieri del Nolano. È pure
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assai, che sin ora s'abbia conciliato tanta fede, ch'è stimato
degno d'essere udito.
      Teofilo. A lui basta ben questo. Or attendete quanto
la sua filosofia sii forte a conservarsi, defendersi, scuoprir
la vanità e far aperte le fallacie de' sofisti e cecità del volgo
e volgar filosofia.
      Smitho. A questo fine, per essere ora notte, tornaremo
domani qua a l'ora medesma, e faremo considerazione
sopra gli rancontri e dottrina del Nolano.
      Prudenzio. Sat prata biberunt; nam iam nox humida
caelo praecipitat
.
Fine del primo dialogo.

Bruno Cena 48-49