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      Coribante. O bel senso! Queste non sono retorice
persuasioni, né elenchici sofismi, né topice probabilitadi,
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ma apodiptice demostrazioni; per le quali l'asino non è
sí vile animale come comunmente si crede, ma di tanto
piú eroica e divina condizione.
      Sebasto. Non è d'uopo ch'oltre t'affatichi, o Saulino,
per venir a conchiudere quel tanto che io dimandavo che
da te mi fusse definito: sí perché avete sodisfatto a Coribante,
sí anco perché da li posti mezi termini ad ogni buono
intenditore può esser facilmente sodisfatto. Ma di grazia,
fatemi ora intendere le raggioni della sapienza, che consiste
nell'ignoranza ed asinitade iuxta il secondo modo:
cioè con qual raggione siano partecipi dell'asinità gli pirroniani,
efettici ed altri academici filosofi; perché non dubito
della prima e terza specie, che medesime sono altissime
e remotissime da' sensi e chiarissime, di sorte che non è
occhio che non le possa conoscere.
      Saulino. Presto verrò al proposito della vostra dimanda;
ma voglio che prima notiate il primo e terzo modo di stoltizia
ed asinitade concorrere in certa maniera in uno; e
però medesimamente pendeno da principio incomprensibile
ed ineffabile, a constituir quella cognizione, ch' è disciplina
delle discipline, dottrina delle dottrine ed arte de
le arti. Della quale voglio dirvi in che maniera con poco
o nullo studio e senza fatica alcuna ognun che vuole e volse,
ne ha possuto e può esser capace. [>]

Bruno Cab 876-877