— 46 —
Quindi facilmente ha possuto porsi
in consuetudine, che i nostri stimino far un sacrificio a gli
dei, quando arranno oppressi, uccisi, debellati e sassinati
— 47 —
gli nemici de la fé nostra; non meno che quelli altri tutti,
quando arran fatto il simile a noi. E non con minor fervore
e persuasione di certezza quelli ringraziano Idio d'aver
quel lume, per il quale si prometteno eterna vita, che noi
rendiamo grazie di non essere in quella cecità e tenebre,
ch'essi sono. A queste persuasioni di religione e fede s'aggiongono
le persuasioni de scienze. Io, o per elezione di quei
che me governaro, padri e pedagoghi, o per mio capriccio
e fantasia, o per fama d'un dottore, non men con satisfazione
de l'animo mio, mi stimarò aver guadagnato sotto
l'arrogante e fortunata ignoranza d'un cavallo, che qualsivoglia
altro sotto un meno ignorante o pur dotto. Non sai
quanta forza abbia la consuetudine di credere, ed esser
nodrito da fanciullezza in certe persuasioni, ad impedirne
da l'intelligenza de cose manifestissime; non altrimente
ch' accader suole a quei che sono avezzati a mangiar veleno,
la complession de' quali al fine non solamente non ne sente
oltraggio, ma ancora se l'ha convertito in nutrimento naturale,
di sorte che l'antidoto istesso gli è dovenuto mortifero?
Or dimmi, con quale arte ti conciliarai queste orecchie
piú tosto tu ch' un altro, essendo che ne l'animo di quello
è forse meno inclinazione ad attendere le tue proposizioni,
che quelle di mill'altri diverse?
Bruno Cena 46-47