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      Cicada. Dechiara ora l'altre particole che siegueno,
cioè perché l'amore si dice putto irrazionale?
      Tansillo. Dirò tutto. Putto irrazionale si
dice l'amore, non perché egli per sé sia tale; ma per ciò,
che per il piú fa tali suggetti, ed è in suggetti tali: atteso
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che, in qualunque è piú intellettuale e speculativo, inalza
piú l'ingegno e piú purifica l'intelletto, facendolo svegliato,
studioso e circonspetto, promovendolo ad un'animositate
eroica ed emulazion di virtudi e grandezza per
il desío di piacere e farsi degno della cosa amata; in altri
poi (che son la massima parte) s'intende pazzo e stolto,
perché le fa uscir de proprii sentimenti, e le precipita a
far delle extravaganze, perché ritrova il spirito, anima e
corpo mal complessionati ed inetti a considerar e distinguere
quel che gli è decente, da quel che le rende piú sconci,
facendoli suggetti di dispreggio, riso e vituperio.
      Cicada. Dicono volgarmente e per proverbio, che l'amor
fa dovenir gli vecchi pazzi, e gli giovani savii.
      Tansillo. Questo inconveniente non accade a tutti vecchi,
né quel conveniente a tutti giovani; ma è vero de quelli
ben complessionati, e de mal complessionati quest'altri.
E con questo è certo, che chi è avezzo nella gioventú d'amar
circonspettamente, amarà vecchio senza straviare. Ma il
spasso e riso è di quelli alli quali nella matura etade l'amor
mette l'alfabeto in mano.
      Cicada. Ditemi adesso, perché cieca e ria se dice
la sorte o fato?
      Tansillo. Cieca e ria si dice la sorte ancora, non
per sé, perché è l'istesso ordine de numeri e misure de
l'universo; ma per raggion de suggetti si dice ed è cieca,
perché le rende ciechi al suo riguardo, per esser ella incertissima.
E detta similmente ria, perché nullo de mortali
è che in qualche maniera lamentandosi e querelandosi di
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lei, non la incolpe. Onde disse il pugliese poeta:
Che vuol dir, Mecenate, che nessuno
Al mondo appar contento de la sorte,
Che gli ha porgiuta la raggion o cielo?

      Cossí chiama l'oggetto alta bellezza, perché
a lui è unico e piú eminente ed efficace per tirarlo a sé;
e però lo stima piú degno, piú nobile; e però sel sente predominante
e superiore; come lui gli vien fatto suddito e cattivo.
La mia morte sola dice de la gelosia; perché
come l'amore non ha piú stretta compagna che costei, cossí
anco non ha senso di maggior nemica; come nessuna cosa è piú
nemica al ferro che la ruggine, che nasce da lui medesimo.
      Cicada. Or poi ch'hai cominciato a far cossí, séguita a
mostrar parte per parte quel che resta.
      Tansillo. Cossí farò. Dice a presso de l'amore: Mi
mostra il paradiso
; onde fa veder che l'amore
non è cieco in sé, e per sé non rende ciechi alcuni amanti,
ma per l'ignobili disposizioni del suggetto; qualmente
avviene che gli ucelli notturni dovegnon ciechi per la presenza
del sole. Quanto a sé, dunque, l'amore illustra, chiarisce,
apre l'intelletto e fa penetrar il tutto e suscita miracolosi
effetti.
      Cicada. Molto mi par che questo il Nolano lo dimostre
in un altro suo sonetto:
      Amor, per cui tant'alto il ver discerno,
Ch'apre le porte di diamante nere,
Per gli occhi entra il mio nume, e per vedere
Nasce, vive, si nutre, ha regno eterno;

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      Fa scorger quanto ha 'l ciel, terra ed inferno.
Fa presenti d'absenti effiggie vere,
Repiglia forze, e col trar dritto, fere,
E impiaga sempr'il cor, scuopre l'interno.
      O dunque, volgo vile, al vero attendi,
Porgi l'orecchio al mio dir non fallace,
Apri, apri, se puoi, gli occhi, insano e bieco:
      Fanciullo il credi, perché poco intendi;
Perché ratto ti cangi, ei par fugace;
Per esser orbo tu, lo chiami cieco.

Bruno Furori 967-968-969-970